Il calciomercato è pieno di storie e retroscena. Acquisti arrivati last minute o saltati, trattative che non si sono concluse e che avrebbero clamorosamente cambiato la storia di un calciatore o addirittura del club che l’avrebbe potuto acquistare se fosse riuscito a convincerlo o a concludere l’accordo con la società proprietaria. Tra questi, uno dei più clamorosi svelati nelle ultime ore, c’è senza ombra di dubbio anche quello di Giuseppe Rossi, ex attaccante della Fiorentina, del Parma, ma anche di Villarreal e Manchester United che è entrato nella storia del club Viola non solo per i suoi molteplici gol, ma anche per la storica tripletta che segnò nel 2013 nel derby contro la Juve. Proprio la Vecchia Signora, in tal senso, sarebbe potuta essere una delle squadre del Pepito che, intervenuto ai microfoni del Corriere della Sera a pochi giorni dalla partita d’addio al calcio che disputerà al Franchi ha raccontato questo interessante retroscena di mercato, oltre a molti altri temi trattati.
Chi ci sarà al Franchi?
«Batistuta e Toldo, Toni e Cassano, poi Grosso, De Rossi, Mario Gomez e non solo. Anche due grandi allenatori come Ranieri e Ferguson. Ferguson? Non lo sentivo da molto tempo ma mi ha detto subito di sì».
Il mancato di Rossi approdo al Barcellona
«Volevo spaccare tutto per realizzare il suo sogno. Perdiamo 3-1 al Camp Nou contro il Barcellona di Guardiola ma giocando un grande calcio contro una delle squadre più forti di sempre. Il giorno dopo i miei agenti vengono contattati da alcuni uomini del club che volevano sondare la mia disponibilità. Andarono perfino a Clifton per parlare con chi mi aveva visto crescere per conoscere le mie abitudini. E poi? Ero in vacanza ad Acquaviva d’Isernia, montagna molisana, il paese d’origine di mia mamma. Trecento abitanti, il cellulare non prendeva. Giravo per strada con le braccia al cielo in cerca di una tacca. Poi Villarreal e Barcellona non trovarono l’accordo e Guardiola prese Sanchez».
Il retroscena con la Juve
«Mi voleva la Juventus, dovevo essere il post Del Piero. Ero in macchina con mio zio, lui che guidava e io dietro che parlavo al telefono con Marotta e Conte. Offrirono quasi 30 milioni ma il Villarreal era appena tornato in Champions e aveva già venduto Santi Cazorla. Il club non se la sentì di cedere anche me. I tre gol al Franchi contro i bianconeri? Con Buffon non ci ho mai scherzato, neanche nei ritiri con la Nazionale. Avevo paura che mi tirasse due schiaffoni. Una partita storica, un boato che tutti i calciatori vorrebbero sentire. Sono stato fortunato a trovarmi lì».