Moto GP

MotoGP, Biaggi spiega: “I miei tempi non esistono più. Oggi…”

Max Biaggi spiega il cambiamento della MotoGP dai suoi tempi a quelli dei fratelli Marquez, di Martin e Bagnaia
Max Biaggi, MotoGP
Max Biaggi, MotoGP

Il tempo è sinonimo di evoluzione e quindi di cambiamento. Lo scorrere delle lancetta porta l’essere umano a mutare insieme a ciò che lo circonda, dalla natura, ai mezzi a disposizione e quindi alle necessità. Cambia l’essere umano e cambiano anche le sue pratiche, il modo di fare le cose, le scelte e le azioni. E quindi cambia anche lo sport. Una frase che spesso sentiamo nel calcio, quella che fa riferimento alla modernità, ma che è comune a tutte le pratiche sportive, anche quella del motociclismo. I tempi di Biaggi, Capirossi e Rossi sono passati. Oggi in città ci sono nuovi sceriffi, nuovi piloti, che interpretano a modo loro questo sport, seguendo la strada di un’evoluzione che non ha riguardato solo le moto, ma anche il viverle. Una differenza evidenziata dallo stesso Max Biaggi. Intervenuto ai microfoni della Stampa, il ‘Corsaro’ ha approfondito il tema parlato della MotoGP del passo e di quella odierna.

Com’è cambiata la MotoGP

«Quando sei vincente non hai bisogno di pubblicità, riesci a uscire dal tuo mondo. Però noi avevamo dalla nostra parte la televisione in chiaro, ogni domenica ci vedevano 8-9 milioni di persone. Tutto questo aveva aiutato la promozione del nostro sport, ma anche dei singoli piloti. Il mondo è cambiato. Qualsiasi contatto in pista viene messo sotto la lente di ingrandimento, così i piloti guidano in modo diverso. Inoltre, credo che ci sia un po’ di timore nel fare dal punto di vista mediatico un errore che non ti venga perdonato. Una volta il pilota faceva più la differenza rispetto al mezzo meccanico, oggi rischi di sparire in un paio d’anni. Anche per questo nessuno è mai fuori dalle righe»