Serie A

Sergio Conceicao jr: “Papà ha fame! E Francisco può arrivare…”

Uno dei figli e omonimo di Sergio Conceicao ha detto la sua sul lavoro del padre al Milan e di suoi fratello, Francisco, in bianconero
Sergio Conceiçao, allenatore Milan
Sergio Conceiçao, allenatore Milan (Getty Images)

La famiglia Conceicao è una famiglia che ha avuto un certo impatto nel mondo del calcio. Da papà Sergio che ha scritto la storia di Lazio, Inter, Parma e della Nazionale portoghese da calciatore, prima di fare quella del Porto da allenatore (meno quella del Milan), fino a Francisco, piccolo gioiello della Juve che ha un futuro assicurato a livello europeo e con la casacca del Portogallo. Ma non solo gli unici. L’albero genealogico dei Conceicao è molto lungo e tra questi c’è anche un altro Sergio Conceicao, versione junior, figlio dell’attuale allenatore rossonero e fratello dell’esterno della Vecchia Signora. Classe 1996, è un terzino destro che gioca all’Anorthosis, a Cipro, e che non ha sicuramente percorso le orme del padre, ma che comunque si sta godendo la sua carriera da calciatore. Proprio dall’isola cipriota è intervenuto ai microfoni di diretta.it, per commentare il lavoro di suo padre al Milan e del fratello alla Juve, dopo aver raccontato della sua carriera e del suo momento.

Qualche parola su papà Sergio

«Ha già vinto un titolo, e questo di per sé mette il suo nome nella storia del club. Tuttavia, potremo valutare la stagione di mio padre solo alla fine del campionato. Spero che tutto finisca bene e che raggiunga gli obiettivi che si è prefissato. Al momento siamo in una fase decisiva di tutti i campionati e non sarebbe giusto fare un’analisi definitiva adesso. Quello che posso dire è che ha già lasciato il segno con un titolo e che sta lavorando 24 ore su 24 per avere successo in un club gigante del calcio europeo. Spero sinceramente che raggiunga il successo che merita, non solo perché è mio padre, ma per l’impegno e la dedizione che dimostra quotidianamente. I successi di mio padre in passato? Nel calcio la gente dimentica molto in fretta. Questo fa parte del problema. È esattamente quello che ho detto sulla pressione: quello che hai fatto ieri non conta più, quello che conta è quello che fai oggi. È questo che definisce i grandi club e i grandi momenti decisionali. In sostanza, questa costante adrenalina è ciò che ci fa sentire veramente vivi e utili nella nostra professione. Credo che sia più che evidente quanto lavori duramente e quanto si impegni. Fa tutto ciò che è in suo potere per avere successo e lavora duramente per ottenerlo.».

Un commento su Francisco…

«Sono ovviamente molto felice per Francisco, come lo sono per Rodrigo e Moisés. Ma in particolare Francisco sta disputando un’ottima stagione alla Juventus. È il suo primo anno in Italia e sappiamo tutti che il campionato italiano è estremamente competitivo e difficile. La verità è che le cose stanno andando molto bene per lui. Come fratello, sono molto felice. Come potete immaginare, guardo tutte le partite del Milan, della Juventus, dello Zurigo e dell’Anadia. Per me è sacro seguire queste partite. Nel caso di Francisco, sono particolarmente felice perché sta onorando le aspettative che la gente aveva su di lui. E questo è molto importante. Spero che continui a mostrare tutto il talento e la qualità che ha fino alla fine della stagione. Da quello che mi dice, la gente del club è molto contenta di lui. Gli dispiace essere stato eliminato dalle altre competizioni così presto, perché voleva vincere un titolo per la Juventus quest’anno. Ma questo è il calcio. Ora l’obiettivo è finire la stagione nel miglior modo possibile, e lui lo sta facendo molto bene».

Dove può arrivare Francisco?

«Potrebbe giocare per i migliori club del mondo per sempre! Se continua a lavorare così duramente come ha fatto, può raggiungere qualsiasi obiettivo nel calcio. Deve rendersi conto che, alla fine, dipende da lui. Naturalmente ci sono fattori esterni, come la fortuna e quella piccola stella nei momenti giusti, che spesso fanno la differenza tra un giocatore e l’altro. A volte due giocatori lavorano allo stesso modo, hanno le stesse qualità, ma uno di loro ha la fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Questo è il calcio. Ma credo che se manterrà questa mentalità, se continuerà a giocare al livello che sta mostrando e se si comporterà come sta facendo, potrà raggiungere tutti gli obiettivi che desidera. Ora deve capire che dipende da lui, almeno per quanto riguarda il lavoro».