Serie A

Napoli, Garcia: “Ero prigioniero di De Laurentiis”

Rudi Garcia, a distanza di un anno e mezzo, è tornato a parlare della sua esperienza al Napoli
Garcia
Garcia (Getty Images)

L’avventura a Napoli di Rudi Garcia non è andata come sperava lui e i tifosi napoletani. Il tecnico francese, che ha dovuto raccogliere la pesante eredità di Luciano Spalletti – diventato commissario tecnico della Nazionale italiana – reduce dalla vittoria del terzo Scudetto partenopeo, non è riuscito ad avere l’impatto sperato, trovando in realtà non solo gli ostacoli del campo, ma anche quelli di una dirigenza che ha complicato il suo lavoro, facilitando un fallimento che ha portato al suo esonero dicembre. A distanza di più di un anno, l’oggi c.t. del Belgio è tornato a parlare di quell’esperienza usando delle parole molto forti nei confronti di De Laurentiis.

Le parole di Garcia

«Quando fui esonerato ero ancora sotto contratto, avevo una clausola di riservatezza e i miei diritti di immagine appartenevano ancora alla società. In Italia puoi essere licenziato, ma restare comunque legato a chi ti ha preso. Non c’era alcun accordo finanziario. Sono rimasto sotto contratto fino all’estate del 2024. Esiste un’espressione italiana, il tempo è galantuomo, che può essere tradotta come il tempo ristabilisce la verità e rimette ogni cosa a posto. Io li ho lasciati al quarto posto e alla fine sono arrivati decimi, con altri due allenatori. Eravamo anche quasi qualificati per gli ottavi di finale della Champions League. Non ho fatto tutto correttamente, ma ero nel giusto. I risultati seguenti dimostrano gli errori commessi dal presidente. Ma di Napoli amavo tutto: la città, lo stadio, i tifosi, la squadra. Tranne l’interferenza del suo presidente».