Serie A

Juve, Montolivo: “Thiago Motta? Scelta sbagliata e la dirigenza…”

Riccardo Montolivo ha commentato la decisione della Juve di esonerare Thiago Motta e di affidare la panchina a Tudor
Thiago Motta, allenatore della Juventus
Thiago Motta, allenatore della Juventus (Getty Images)

La scelta della Juve di esonerare Thiago Motta ha diviso molto l’ambiente calcistico italiano. Il motivo? Non tutti sono convinti che far decadere la fiducia nei confronti del tecnico fosse la scelta giusta per rialzare il club da un anno di crisi. Tra quest’ultimi rientra sicuramente Riccardo Montolivo che, nell’intervista rilasciata ai microfoni di Sky Sport, analizza la decisione della Vecchia Signora di chiamare Tudor e di sostituire così il suo ex compagno di Nazionale, al quale in tutta la stagione è sempre mancato l’apporto della dirigenza – nonostante le dichiarazioni di sostegno – e con il quale il rapporto si era deteriorato anche all’interno dello spogliatoio, con gli stessi calciatori.

Il commento di Montolivo sull’esonero di Thiago Motta

«Non me l’aspettavo. È chiaro che la società probabilmente si è spaventata dalla mancata reazione che la squadra ha avuto in campo nelle due sconfitte con Atalanta e Fiorentina, lì ha iniziato a riflettere. È un rischio grosso, io onestamente non l’avrei fatto e avrei continuato, a nove giornate dalla fine, con Thiago Motta: comunque è a un punto dal quarto posto. È un rischio grosso che si prende la società, ma credo sia arrivato proprio dallo spavento per la mancata reazione della squadra in quelle due partite. Thiago Motta l’unico colpevole? La proprietà metterà in discussione chi ha scelto Motta e forse non è riuscito a proteggerlo nel modo giusto. Quando viene esonerato un allenatore è un fallimento per tutti, io sono contrario a farli a stagione in corsa. L’unico che giustifico è quando l’allenatore non ha più la squadra in mano: dico in generale, non nello specifico».

La scelta di Tudor

«Thiago credo non abbia mai avuto il coraggio di cambiare il suo modo di giocare a calcio. Ha cambiato gli interpreti ma forse non aveva quelli giusti. Vlahovic? È un giocatore forte, che però da quando è arrivato alla Juve si è un po’ fermato. Credo che Tudor cercherà di dare una scossa, anzitutto emotiva, e di mettere in campo qualità: mi aspetto Kolo Muani con Yildiz e Vlahovic, una squadra più verticale rispetto a quella vista finora».