Inter, Marotta: “Non parlo di Triplete! Inzaghi? Il rinnovo…”

L’Inter è ancora in corsa su tutti i fronti. La squadra di Simone Inzaghi ha allungato il distacco in classifica dal Napoli approfittando del pareggio dei partenopei contro il Venezia e vincendo contro l’Atalanta, questo dopo aver eliminato la Lazio ai quarti di finale di Coppa Italia ed essersi assicurata con la doppia vittoria contro il Feyenoord il passaggio al prossimo turno di Champions League dove affronterà il Bayern Monaco. Una stagione forse anche sottovalutata quella dei nerazzurri che sognano a occhi aperti un bis del 2009, ma che prontamente vengono riportati con i piedi per terra dalle parole pronunciate ai microfoni di Sky Sport dal presidente Beppe Marotta che si oppone alla parola Triplette e apre al rinnovo di Izaghi.
Il momento dell’Inter
«È sicuramente un momento felice ma con un grande e sano realismo. Sappiamo di affrontare questi due mesi che mancano alla fine della stagione e poi c’è il collegamento con il Mondiale per club. Quindi è una prosecuzione atipica. Abbiamo competizioni in cui siamo presenti da protagonisti e lo vogliamo essere perché è la nostra storia che lo dice e i nostri meriti che abbiamo avuto. In primis l’allenatore che si è comportato ancora una volta in modo eccellente e poi la squadra, la società, la proprietà e i tifosi. C’è un clima veramente propositivo per arrivare al fotofinish nelle migliori condizioni».
Il Triplete
«Io di Triplete non parlo. Dico invece che il dirigente, lo sportivo e anche il tifoso deve essere sempre ambizioso. Ambizione non è sinonimo di arroganza o presunzione, ma è un atto valoriale che ha un’importanza notevole perché ti fa dare di più rispetto alle tue possibilità e cioè nell’ambito motivazionale. Siamo l’Inter, siamo tutti professionisti abituati a competere e dobbiamo farlo fino alla fine. L’importante è esserci al momento giusto e noi ci siamo. Poi se altri saranno più bravi ci inchineremo e faremo i complimenti».
Il rinnovo di Inzaghi
«L’abbiamo sempre fatto a bocce ferme. Ci sono tutti i presupposti per immaginare che lui possa proseguire con noi. Non è in scadenza ma è giusto rinnovare e allungare il contratto al momento giusto. Quello che conta è la simbiosi che si è creata tra la società e lui. Questi sono i presupposti migliori per andare lontano. Con Inzaghi siamo cresciuti tutti. Stiamo attraversando un ciclo che ancora non è alla sua conclusione. C’è una proprietà nuova, nuova linfa, nuova determinazione e nuovi obiettivi. C’è lo stadio che comunque è uno strumento significativo per dire come gli azionisti credano nel progetto. Ci sono tutti i presupposti per continuare insieme»
Ringiovanire la rosa
«Bisogna essere duttili e capire il momento storico dell’Italia. Modellare le proprie società in virtù di quello che è un riferimento socioeconomico dell’Europa a livello sportivo. L’ Italia non è più l’El Dorado del 2000 o degli anni ’90. Non si può più spendere per un giocatore, bisogna fare di ogni virtù la propria capacità e dovremo essere bravi a fare una squadra forte e competitiva con lo slogan della sostenibilità che va sempre raggiunta e sostenuta».