Serie A

Fiorentina, Frey incorona De Gea: “Avevo dei dubbi, ma è tra i migliori della Serie A”

Sebastien Frey ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport in cui ha parlato della sua carriera alla Viola, di De Gea e altri temi

Per più di una generazione di tifosi viola, Sebastien Frey è stato “il portiere” per eccellenza. Oggi, l’ex estremo difensore della Fiorentina farà ritorno nella sua città e nel suo stadio, il Franchi, in occasione del Pepito Day, l’evento dedicato all’addio al calcio di Giuseppe Rossi, in programma alle 18: Sarà emozionante rivedere quella porta. Poi celebriamo un amico come Giuseppe Rossi, a mio parere uno dei più grandi, se non il più grande della sua generazione”. L’ex portiere ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport in cui ha toccato diversi temi.

Sulla sua carriera alla Fiorentina

Tra i momenti più memorabili della sua carriera a Firenze, molti ricordano ancora una partita contro la Lazio del febbraio 2009, nella quale si rese protagonista di una serie impressionante di parate. Quel giorno, racconta, si trovò a respingere qualsiasi tentativo avversario, ma aggiunge che spesso preferiva le partite in cui bastava un solo intervento decisivo, sottolineando come questa sia la differenza tra un buon portiere e un grande portiere.

Durante la sua carriera, Frey ha sempre apprezzato le sfide contro grandi avversari, come Del Piero o Totti, vedendole come un’opportunità per esaltarsi. Tuttavia, ammette di aver avuto un avversario particolarmente ostico: Sinisa Mihajlovic. Affrontarlo significava prepararsi con sedute specifiche per contrastare la sua straordinaria abilità sui calci di punizione.

I portieri italiani i migliori

Secondo Frey, la scuola italiana dei portieri rimane tra le migliori al mondo, grazie all’attenzione al dettaglio che caratterizza i preparatori italiani. Non a caso elogia Gigio Donnarumma, “un grandissimo portiere, ma essendo un italiano in Francia non gli perdonano nulla”, e Carnesecchi, considerato tra i migliori della Serie A insieme a Sommer e De Gea.

Su De Gea

A proposito del portiere della Viola, Frey dice di non aver mai avuto contatti diretti con David De Gea, ma di conoscerlo per la sua lunga carriera ad alti livelli. Inoltre, inizialmente nutriva qualche dubbio sul suo impatto alla Fiorentina, soprattutto a causa dell’inattività prolungata; tuttavia, ha dovuto ricredersi vedendo il suo rendimento.

A livello tecnico, Frey afferma di non aver mai invidiato nessun collega, nemmeno Buffon o Casillas. Ritrova però in De Gea alcune somiglianze con il suo stile di gioco, in particolare nella tendenza a rimanere sulla linea di porta piuttosto che uscire spesso. Racconta che, in gioventù, era molto più spericolato nelle uscite, ma un grave infortunio al ginocchio nel 2006 lo costrinse a modificare il proprio stile, riducendo i rischi per la carriera.

Su Gudmundsson

Osservando la Fiorentina attuale, Frey ha seguito con grande soddisfazione la recente vittoria contro la Juventus, ben consapevole di quanto sia importante per i tifosi viola battere i bianconeri. In molti paragonano Albert Gudmundsson ad Adrian Mutu, ma secondo l’ex portiere il confronto è ancora prematuro. Per l’ex portiere, Mutu è stato il miglior numero dieci a Firenze dopo Antognoni.

Su Palladino

Infine, Frey esprime grande apprezzamento per Palladino, tecnico che conosce bene e che reputa molto preparato. La netta vittoria contro la Juventus gli ha restituito credibilità, ma riconosce che l’ambiente fiorentino può essere particolarmente esigente: le aspettative sulla squadra sono spesso elevate, talvolta troppo. Ricorda come anche Prandelli sia stato oggetto di critiche, a dimostrazione di quanto Firenze sia una piazza appassionata e difficile da accontentare.