Calcio

Moratti, 30 anni fa la presidenza dell’Inter: “La Roma mi offrì Totti. Iniesta un grande rimpianto”

Le parole dell'ex presidente dell'Inter Massimo Moratti nel giorno in cui, trent'anni fa, diventò presidente del club
Massimo Moratti

Sono trascorsi trent’anni da quando nel lontano 1995 Massimo Moratti diventava presidente dell’Inter. In occasione di questa importante ricorrenza l’ex patron dei nerazzurri ha voluto ripercorrere la sua esperienza fatta di successi e retroscena curiosi ai microfoni de il Corriere di Milano.

Riavvolgendo il nastro dall’inizio ecco il primo acquisto di Moratti che avrebbe poi scritto la storia dell’Inter, Javier Zanetti: “Iniziammo a seguire Ortega. Né Zanetti né Rambert, bensì Ortega. Seguendo lui vidi però partite dove giocava questo Zanetti. Mandai Suarez in Argentina a guardarlo da vicino. Una notte a Milano, là era giorno, Suarez chiamò per chiedermi se si doveva procedere all’acquisto. Risposi di pazientare, corsi a svegliare i figli, dovevo visionare un’ultima volta le videocassette con Zanetti… Diedi il via libera”.

Moratti: “Con Iniesta provammo in tutti i modi…”

Un grande rimpianto è invece quello di non essere riuscito a portare a Milano Iniesta: “In una fase in cui avevamo enorme appeal e potenza economica, non dico che avremmo potuto acquistare chiunque, ma quasi… ecco, provammo con il Barcellona, provammo in tutti i modi, con azioni diplomatiche su più fronti, con mediatori, spendendoci di persona, intavolando trattative per far arrivare, come dire, ulteriori e ulteriori input a nostro favore… Niente, non c’era verso, avrebbero ceduto chiunque ma Iniesta no, avremmo potuto avanzare qualsiasi tipo di offerta pazza, qualsiasi, ma saremmo lo stesso tornati a Milano da soli”.

A chiudere anche la chance di poter avere il capitano della Roma Francesco Totti: L’allora proprietà della Roma era piena di debiti, strapiena di debiti… Il presidente era così disperato che arrivò a offrirmi Totti. Piangendo… Poi forse Totti avrebbe comunque scelto di restare a Roma, ma anche in quel caso lasciammo stare noi dell’Inter. Cose di calcio, cose di sentimenti”.