Calcio

Coppa Italia, l’Empoli è solo la seconda squadra di una città non capoluogo a raggiungere le semifinali: la storia del Vado

Il Vado Ligure disputò e vinse la Coppa Italia del 1922 con un gol entrato nella storia perché "squarciò la rete" al 127esimo
Empoli
Tifosi Empoli (Getty Images)

L’Empoli entra nella storia della Coppa Italia, affiancandosi a un precedente davvero unico. Prima del club toscano, infatti, l’unica squadra di una città non capoluogo di regione ad aver raggiunto le semifinali della competizione era stata il Vado Ligure. Non solo: il piccolo club ligure riuscì addirittura a vincere il trofeo, trionfando nella prima edizione del torneo nel lontano 1922.

La vittoria del Vado

Quella Coppa Italia nacque in un anno particolare e caotico per il calcio italiano. I grandi club dell’epoca, in rotta con la FIGC, si erano separati per fondare una propria federazione, seguiti da tutte le squadre del Sud Italia. Così, alla competizione ufficiale rimasero solo le squadre ancora affiliate alla FIGC, provenienti dalla Serie A, dalla Serie B e da un campionato regionale del Friuli Venezia Giulia.

La finale si disputò il 16 luglio 1922 tra Vado e Udinese. I bianconeri, favoriti, militavano nella massima serie, mentre i liguri erano considerati gli outsider. La partita, giocata a Vado Ligure, si rivelò combattutissima e andò oltre i 90 minuti. All’epoca, le regole erano diverse: se il match fosse rimasto in parità fino al tramonto, sarebbe stato sospeso per “oscurità” e rigiocato due giorni dopo a Udine.

A spezzare l’equilibrio ci pensò un giovanissimo Virgilio Felice Levratto, appena 17enne, che segnò il gol decisivo al 127′ . La sua rete divenne leggendaria: il suo tiro fu così potente che si racconta abbia “squarciato la rete”, un dettaglio che contribuì a rendere quell’impresa ancora più epica.

Le altre edizioni

Nonostante il successo del Vado, la Coppa Italia non ebbe una continuità immediata. Dopo quell’edizione, il torneo venne sospeso per diversi anni e subì un’ulteriore interruzione a causa della Seconda Guerra Mondiale. Solo nel 1958 la competizione riprese stabilmente, diventando il torneo che oggi conosciamo.