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Calciomercato Inter, Calhanoglu: “Sono felice qui. Ma il Galatasaray…”

Hakan Calhanoglu ha parlato in patria del suo futuro da calciatore, sottolineando di star bene all'Inter ma anche di voler tornare in patria
Hakan Calhanoglu,Inter
Hakan Calhanoglu,Inter (Getty Images)

L’arrivo in Italia di Hakan Calhanoglu era stato accolto da enormi aspettative nel lontano 2017, aspettative che in larga parte sono state deluse nel periodo in cui il centrocampista turco ha vestito la maglia del Milan, fino al 2021. La vera svolta della sua carriera e del suo percorso in Italia, infatti, è stato probabilmente il passaggio all’Inter da svincolato e l’incontro con Simone Inzaghi che lo ha completamente rivoluzionato, trasformandolo in un regista in grado di dettare i tempi e di diventare uno dei centrocampisti più forti al mondo, oltre che leader tecnico – e non solo – della squadra nerazzurra. Intervistato ai microfoni del quotidiano turco Sabah, lo stesso Calhanoglu ha parlato dei suoi progetti futuri, passando anche per la possibilità un giorno di vestire la maglia del Galatasaray, in patria.

Il futuro di Calhanoglu

«Sono molto felice all’Inter. Poi non sappiamo cosa ci riserva il futuro. Vorrei trasferirmi. Sarebbe un onore per me indossare un giorno la maglia del Galatasaray. La Nazionale? Accetto sempre senza pensarci. La bandiera turca, la mia patria, il mio Paese sono molto preziosi per me. Indossare la maglia della nazionale, essere il capitano; non trovo le parole per descrivere queste sensazioni. È la sensazione più bella del mondo… Sono consapevole della mia responsabilità. Quando arriva un’offerta dalla Nazionale turca, questa offerta non è aperta al pensiero o alla discussione. È un onore e un orgoglio per me».

La routine pre-partita

«Chiedo sempre la benedizione della mia famiglia prima delle partite. Parlo con i miei figli e mia moglie. Nei giorni delle partite, dormo a mezzogiorno o riposo chiudendo gli occhi. Poi faccio una doccia fredda. Se sono in nazionale, ascolto l’inno nazionale turco prima della partita per concentrarmi. Se gioco per l’Inter, invece, ascolto musica straniera».

La partita migliore

«Quella contro il Borussia Dortmund quando giocavo per l’Amburgo. Il gol che ho segnato da 40 metri è stato raccontato in tutto il mondo. Non posso dimenticare quella partita».