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Bournemouth, i colori del Milan e il simbolo dell’Atalanta: la storia dietro lo stemma

La storia del logo del Bournemouth, l'influenza del Milan e la somiglianza con l'Atalanta
Bournemouth-Chelsea
Bournemouth-Chelsea

Un intreccio tra Italia e Inghilterra, un viaggio Oltremanica che porta nel proprio bagaglio la storia del calcio. Due club che vivono da un’eternità, che per mano hanno preso questo sport e lo hanno accompagnato alla realtà che è oggi. Il Milan in Italia è simbolo di dominio, di vittoria e di ambizione. Il Bournemouth è una dimensione decisamente più piccola, ma che è tappa fissa – e ostica – per chi milita nell’affascinante Premier League. Due realtà apparentemente distanti, ma in qualche modo legate da una storia che le accomuna: una questione di passione e amore verso il calcio e verso il Diavolo.

Il rossonero del Milan e la spinta di Bond

Inizialmente, infatti, i colori sociali del Bournemouth erano tutt’altri. I Cherries – questo il loro soprannome – vestivano una maglia completamente rossa, ma con inserti bianchi che ne spezzavano la monotonia. La svolta arrivò negli anni ’70. A cambiare i riferimenti del club fu una leggenda del calcio inglese: John Bond. Storico difensore del West Ham – che nell’arco di 16 anni, tra il 1950 e il 1966, totalizzò circa 400 presenze arrivando a segnare più di 30 gol – e iconico allenatore del Bournemouth dal 1970 al 1973. Bond era un grande appassionato del Milan e della sua storia, strettamente legata a uno dei fondatori Herbert Kilplin, inglese che emigrò in Italia decidendo di dar vita a uno dei club più vincenti del mondo, e scegliendo come colori social il rosso «come il fuoco» e il nero «come la paura che incuteremo agli avversari». Fu proprio questo legame tra l’Italia e l’Inghilterra che spinse Bond a voler emulare il Diavolo, convincendo l’allora presidente del Bournemouth ad aggiungere il nero tra i colori di rappresentanza della squadra della contea di Dorset.

Dowsett, il logo e l’Atalanta

Ad aiutarlo in questa storica impresa fu Dick Dowsett, una figura di spicco dei Cherries. Dowsett non fu solo calciatore del Bournemouth, ma anche direttore tecnico e oggi viene considerato come uno dei più importanti giocatori ad aver vestito la maglia biancorossa (diventata poi rossonera durante la sua gestione dirigenziale). È lui ad apparire nel logo del Bournemouth, smentendo il pensiero di una effettiva similitudine con la Dea dell’Atalanta. Dowsett che svetta di testa, è il simbolo di una squadra che sta vivendo uno dei momenti più importanti della storia, proponendo con Iraola un calcio che un tecnico come Pep Guardiola ha descritto così: «Il calcio moderno si gioca come Bournemouth».